Viaggio in treno verso l’ultima stazione d’Italia

Viaggio in treno verso l’ultima stazione d’Italia

Un percorso lento in littorina fin nel profondo Sud Salento.

Treno. Littorina
Photo credit: Ilenia Cotardo

Il fascino del viaggio su rotaia, il vecchio rumore del treno che ondeggia. Un mezzo di trasporto che ci riporta indietro nel tempo. L’ultima fermata dei treni nazionali in Puglia è la stazione ferroviaria di Lecce. Da Lecce in giù, il trasporto pubblico su rotaia è gestito dalla compagnia regionale FSE – Ferrovie del Sud Est. Questa rete collega i capoluoghi e le località più importanti della Puglia da oltre ottant’anni.

I 474 km di rete ferroviaria pugliese terminano a Gagliano del Capo e più precisamente nella piccola frazione di Arigliano. Negli ultimi anni una fase di ristrutturazione riguardante sia le infrastrutture sia i mezzi di trasporto ha portato alla graduale sostituzione delle storiche littorine rumorose e rigorosamente ricoperte di graffiti con treni più moderni, più veloci, comodi ed efficienti.

Littorina
Photo credit: Ilenia Cotardo

Ricordi in Littorina

È sempre più raro quindi imbattersi al passaggio a livello in queste opere d’arte su binario. Opere che ancora emozionano noi locali per i ricordi di sonnolenti viaggi verso la scuola o di più elettrizzanti fughe verso il mare

Varie volte la voglia di riassaporare quella lentezza e spensieratezza e di lasciarsi semplicemente tras-portare ha fatto sì che mi ritrovassi con un gruppo di amici alla stazione di Maglie in un uggioso pomeriggio invernale ad aspettare una vecchia littorina. Dura circa un’ora il viaggio sulla Linea 6 Maglie – Gagliano del Capo e il nostro bagaglio è leggero: qualche strumento musicale e qualche foglio di poesia. Nove le fermate intermedie che attraversano il paesaggio: muretti a secco, ulivi, pajare e masserie. Ogni stazione accoglie con il rassicurante cartello blu con scritta bianca, le mura imbrattate e scrostate.

Il capolinea del treno: Arigliano

L’arrivo è in una minuscola frazione del Capo di Leuca, distante circa 8 km dalla famosa località salentina. Nello spiazzo antistante la ferrovia una targa riporta una suggestiva poesia del bravo poeta gaglianese Cosimo Russo, scomparso prematuramente. Un paese piccolo che però offre ai visitatori: 2 menhir dell’Età del Bronzo (il Menhir della Croce e il Menhir dello Spirito Santo), il bel Palazzo Abati del diciottesimo secolo, la chiesa di San Vincenzo e due cappelle (la Cappella dell’Immacolata e la Cappella dello Spirito Santo). E quello che non ci si aspetterebbe mai: un frantoio ipogeo in ottimo stato ma … con al disopra un negozio di abbigliamento!  Accertatevi di essere in zona in orario di apertura del negozio perché i proprietari saranno ben felici di farvi visitare il frantoio e raccontarvi qualche aneddoto del paese.

Infine, prima di ritornare in stazione per riprendere il treno, una passeggiata nell’intimo dedalo di stradine con casette tinteggiate di bianco e toni pastello e un buon caffè in un bar dal nome americaneggiante. E poi, direzione stazione… sperando ci sia di nuovo una littorina!

Photo credit: Ilenia Cotardo

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